TFM sul serial 2x?: Il blog sei tu? Non lo so, ma senza alcun tema di smentita affermo: chi può darti di più?
Vi stavate chiedendo che fine avesse fatto TFM sul serial season 2? In stand by, causa sciopero sceneggiatori. E io, che non sono un crumiro, picchetto in felicità assieme a loro. Ma a quanto pare spiragli all'orizzonte. E TFM ha scelto di adottare la linea delle grandi stazioni televisive. Mandiamo on air quel che abbiamo. E finché ce n'è ce n'è. Quindi, raccolto un po' di materiale, ecco fresco fresco -o caldo caldo- un doppio episodio extra per voooi, solo per vooooi.
Ho aperto la porta di casa. Sono uscito. Il sole era già alto. La gente era già al supermercato. Ho pensato La gente va al supermercato anche alle otto meno dieci di sabato mattina. Ho pensato Non l'avrei mai detto. Ho preso la metro. Ho letto il numero del binario. Ho aspettato il treno. Un raggio di sole mi ha colpito dritto negli occhi. Sono salito sul treno. Ho scelto con cura un posto. Ho tolto giubbotto sciarpa e cappellino e mi sono seduto. Dopo pochi minuti accanto a me si è sistemato un signore. Il signore dopo che si è seduto ha preso un pacco di popcorn dalla borsa. Ha aperto il pacco di popcorn e ha cominciato a mangiare i popcorn. Io ho guardato il cellulare. Erano le 8:27. Ho pensato E' giunta l'ora. Ho raccolto le mie cose, ho detto Scusi mi fa passare per piacere? e ho cambiato vagone. Il nuovo vagone era meglio. Non c'era nessuno che mangiava popcorn alle 8:29 del mattino.
Poi è passato il capotreno, ha detto Biglietto prego. Io ho preso il pizzino con il codice elettronico dal portafogli e ho cominciato a leggere ad alta voce PJHAR- poi ho visto la sua faccia stranita e ho detto Si sente bene? Lui ha detto Biglietto prego! Stavolta aggiungendo il punto esclamativo. Io mi sono spaventato e ho detto Ho fatto il biglietto su Internet, mi scusi. Lui ha detto E dov'è? Io ho detto Io mi credevo che bastasse il codice su un pizzino, l'ho già fatto su altri treni! Stavolta aggiungendo anche io un punto esclamativo, ma di struggimento. Lui ha corrugato la fronte, ha detto Erano treni regionali? Io ho detto Mi sa di no. Lui ha detto Nooh? Non lo sapevi che sui regionali ci vuole la ricevuta cartacea? Io ho detto Nooh!| Il sito non me l'ha detto! Il capotreno ha detto Vabbè ti credo. E non ti faccio la multa. Io ho detto Com'è umano, lei. Lui ha detto Sì ma quando scendiamo andiamo allo sportello e stampiamo la ricevuta. Io ho detto Oh sì, non vedo l'ora. Lui se ne andato, ma dopo dieci minuti è tornato, con un altro capotreno, che però era più importante, visto che la sua divisa era blu invece che verde e aveva anche il giubbotto. Il capotreno con il giubbotto senza guardarmi negli occhi mi ha chiesto di dirgli il codice, poi ha preso una macchinetta elettronica e ha digitato il codice. Poi mi ha chiesto la carta d'identità. Ha fatto passare qualche secondo di silenzio. Io ho pensato Forse ha a che fare con il mio nome. Invece il capotreno con il giubbotto ha detto al capotreno senza il giubbotto Sì, dice la verità. E se ne sono andati. Io ho pensato Certo che qui a Perugia sono proprio buoni.
Sono sceso dal treno. Ho incontrato la mia amica che non conoscevo. Ho detto Piacere, io sono TFM. Lei ha detto Piacere, io sono Viola. Lei ha detto Andiamo alla Coop? Io ho detto A Roma non l'ho mai vista la Coop, a Roma al massimo abbiamo l'Auchan. Lei ha detto Madò speriamo che le vecchine hanno lasciato un po' di pane.
Poi abbiamo preso l'autobus e abbiamo parlato del cous cous e della Sicilia e delle arancine. Io ho spiegato la differenza tra arancine femmine e arancini maschi e anche la differenza tra l'arancina al burro e quella alla carne. Poi Viola ha detto che da piccola è stata in Sicilia e se lo ricorda benissimo. E poi che una volta è stata in Tunisia. Proprio in quel momento una ragazza accanto a noi che stava facendo proprio un altro discorso ha pronunciato la parola Tunisia. Noi ci siamo interrotti, ci siamo guardati e abbiamo pensato assieme Madò che coincidenza.
Poi siamo andati a casa sua. Abbiamo parlato di cinema, di fotografia, di Sicilia e di Campania, di case e di Perugia e di perugini, di Toso che io in passato pensavo significasse Tommaso e invece no e secondo lei toso e basta e del fatto che secondo noi Toso è uno che c'ha stile. Ma tanto proprio. Anzi, di più. Poi Viola mi ha detto che Toso sta preparandole una compilation anzi due, io invece ho detto Io non ci penso proprio a mandare a lui una compilation! Sai che paura! Poi sono andato al bagno, ma non le ho detto cosa ho fatto in bagno perchè Viola ha detto che non vuole sapere cosa fa uno in bagno perchè quella è vita privata. Io ho pensato Che bello quando la gente rispetta la tua privacy, anche quando sei suo ospite.
Poi siamo andati in giro per ponte ponente ponteppì, ho visto alcune case e alcuni posti, abbiamo preso un caffè, abbiamo visto alcune case, alcune vie, alcune strade. Ad un certo punto abbiamo anche incontrato ragazzo anni '80 e io ero contento perchè ho pensato che ragazzo anni '80 è davvero un ragazzo anni '80 anche se mi ha guardato un poco storto che forse chissà che si è immaginato e poi ho pensato Adesso che conosco ragazzo anni '80 me la posso tirare per sempre. Poi siamo tornati alla stazione. Ci siamo seduti su una panchina bagnata dal sole. Abbiamo parlato di soap opera e di cose del genere e poi si è aperta la porta del treno. Io ho detto Come la riconosciamo? Viola ha detto Dovrebbe avere le calze arancioni e la sciarpa viola e i capelli ricci. Proprio in quel momento, dal vagone che avevamo davanti, è apparsa una ragazza con le calze arancioni e la sciarpa viola, ma con i capelli lisci. Io ho detto Mi sa che è lei. Viola ha detto No, non ha i capelli ricci! La ragazza con i capelli lisci ha sorriso, io ho sorriso, Viola ha detto Ma io pensavo che avevi i capelli ricci! Pat ha detto Ieri avevo una riunione importante.
Siamo tornati a casa. Abbiamo mangiato le orecchiette con i broccoli innaffiate con il Corvo bianco. Poi siamo usciti e abbiamo visto alcune vie, alcune strade, la gente che faceva le vasche, i gggiovani della ridente cittadina, poi ho ricevuto una telefonata. Ho detto Pronto? Una voce di donna ha detto Ciao sei Tieffemme? Io ho detto sì chi sei? Lei ha detto il suo nome. Ho pensato alle altre sei ragazze che conosco nella mia vita che si chiamano con quel nome lì, ma non aspettavo nessuna di loro in quel momento lì. Ho detto Chi? Lei ha detto Preferisci che ti dica il mio nick? Allora ho riconosciuto il congiuntivo e ho riso dicendo Ah proprio così senza preavviso? Lei ha riso, ha detto Purtroppo non posso Virghvenire. Ho detto Che peccato. Lei ha detto Dai, poi venite tutti a Madrid. Ma non ho capito bene a chi si stesse riferendo visto che la linea andava e veniva. Ho chiuso il telefono. Ho sorriso a Viola e Pat che in coro hanno detto Sei sempre il solito provolone. Poi abbiamo parlato di soap opera e cose del genere, di libri e cose del genere, siamo tornati a casa, e abbiamo parlato di soap e cose del genere, di libri e cose del genere, ci siamo scambiati i regali che pareva Natale, abbiamo parlato di blog e cose del genere, abbiamo parlato di Paco e di Cape e di Nuria, e di Mikabxl,e di di Stiui e di Jou e di blogger che scrivono poco e di blogger che scrivono molto e di pazzi e di pazze e di pazzi e pazze e abbiamo riso e abbiamo detto Madò. Poi Viola ha cominciato a preparare per la cena. Si è messa ad impastare la pasta fresca per il salato e la pasta fresca per il dolce. Poi hanno suonato alla porta. Viola, con le mani impastate, mi ha detto Vai ad aprire tu che io ho le mani impastate? Io ho detto Ok. Sono andato ad aprire. C'era una ragazza alta alta. Ho detto Ciao! Tu devi essere Isla! Lei ha sorriso. Ho detto Finalmente ci conosciamo dal vivo! Lei ha abbozzato un altro sorriso, in particolare sulla parola 'finalmente'. Ho detto Come stai? Che poi, ti volevo dire da un sacco di tempo, sai che la mia coinquilina conosce Pacomino? Tu come lo conosci? Isla mi ha guardato, ha abbracciato Viola, ha salutato Pat, mi ha guardato un'altra volta e ha detto Io ancora non ho capito chi sei.
-continua...
Ho aperto la porta di casa. Sono uscito. Il sole era già alto. La gente era già al supermercato. Ho pensato La gente va al supermercato anche alle otto meno dieci di sabato mattina. Ho pensato Non l'avrei mai detto. Ho preso la metro. Ho letto il numero del binario. Ho aspettato il treno. Un raggio di sole mi ha colpito dritto negli occhi. Sono salito sul treno. Ho scelto con cura un posto. Ho tolto giubbotto sciarpa e cappellino e mi sono seduto. Dopo pochi minuti accanto a me si è sistemato un signore. Il signore dopo che si è seduto ha preso un pacco di popcorn dalla borsa. Ha aperto il pacco di popcorn e ha cominciato a mangiare i popcorn. Io ho guardato il cellulare. Erano le 8:27. Ho pensato E' giunta l'ora. Ho raccolto le mie cose, ho detto Scusi mi fa passare per piacere? e ho cambiato vagone. Il nuovo vagone era meglio. Non c'era nessuno che mangiava popcorn alle 8:29 del mattino.
Poi è passato il capotreno, ha detto Biglietto prego. Io ho preso il pizzino con il codice elettronico dal portafogli e ho cominciato a leggere ad alta voce PJHAR- poi ho visto la sua faccia stranita e ho detto Si sente bene? Lui ha detto Biglietto prego! Stavolta aggiungendo il punto esclamativo. Io mi sono spaventato e ho detto Ho fatto il biglietto su Internet, mi scusi. Lui ha detto E dov'è? Io ho detto Io mi credevo che bastasse il codice su un pizzino, l'ho già fatto su altri treni! Stavolta aggiungendo anche io un punto esclamativo, ma di struggimento. Lui ha corrugato la fronte, ha detto Erano treni regionali? Io ho detto Mi sa di no. Lui ha detto Nooh? Non lo sapevi che sui regionali ci vuole la ricevuta cartacea? Io ho detto Nooh!| Il sito non me l'ha detto! Il capotreno ha detto Vabbè ti credo. E non ti faccio la multa. Io ho detto Com'è umano, lei. Lui ha detto Sì ma quando scendiamo andiamo allo sportello e stampiamo la ricevuta. Io ho detto Oh sì, non vedo l'ora. Lui se ne andato, ma dopo dieci minuti è tornato, con un altro capotreno, che però era più importante, visto che la sua divisa era blu invece che verde e aveva anche il giubbotto. Il capotreno con il giubbotto senza guardarmi negli occhi mi ha chiesto di dirgli il codice, poi ha preso una macchinetta elettronica e ha digitato il codice. Poi mi ha chiesto la carta d'identità. Ha fatto passare qualche secondo di silenzio. Io ho pensato Forse ha a che fare con il mio nome. Invece il capotreno con il giubbotto ha detto al capotreno senza il giubbotto Sì, dice la verità. E se ne sono andati. Io ho pensato Certo che qui a Perugia sono proprio buoni.
Sono sceso dal treno. Ho incontrato la mia amica che non conoscevo. Ho detto Piacere, io sono TFM. Lei ha detto Piacere, io sono Viola. Lei ha detto Andiamo alla Coop? Io ho detto A Roma non l'ho mai vista la Coop, a Roma al massimo abbiamo l'Auchan. Lei ha detto Madò speriamo che le vecchine hanno lasciato un po' di pane.
Poi abbiamo preso l'autobus e abbiamo parlato del cous cous e della Sicilia e delle arancine. Io ho spiegato la differenza tra arancine femmine e arancini maschi e anche la differenza tra l'arancina al burro e quella alla carne. Poi Viola ha detto che da piccola è stata in Sicilia e se lo ricorda benissimo. E poi che una volta è stata in Tunisia. Proprio in quel momento una ragazza accanto a noi che stava facendo proprio un altro discorso ha pronunciato la parola Tunisia. Noi ci siamo interrotti, ci siamo guardati e abbiamo pensato assieme Madò che coincidenza.
Poi siamo andati a casa sua. Abbiamo parlato di cinema, di fotografia, di Sicilia e di Campania, di case e di Perugia e di perugini, di Toso che io in passato pensavo significasse Tommaso e invece no e secondo lei toso e basta e del fatto che secondo noi Toso è uno che c'ha stile. Ma tanto proprio. Anzi, di più. Poi Viola mi ha detto che Toso sta preparandole una compilation anzi due, io invece ho detto Io non ci penso proprio a mandare a lui una compilation! Sai che paura! Poi sono andato al bagno, ma non le ho detto cosa ho fatto in bagno perchè Viola ha detto che non vuole sapere cosa fa uno in bagno perchè quella è vita privata. Io ho pensato Che bello quando la gente rispetta la tua privacy, anche quando sei suo ospite.
Poi siamo andati in giro per ponte ponente ponteppì, ho visto alcune case e alcuni posti, abbiamo preso un caffè, abbiamo visto alcune case, alcune vie, alcune strade. Ad un certo punto abbiamo anche incontrato ragazzo anni '80 e io ero contento perchè ho pensato che ragazzo anni '80 è davvero un ragazzo anni '80 anche se mi ha guardato un poco storto che forse chissà che si è immaginato e poi ho pensato Adesso che conosco ragazzo anni '80 me la posso tirare per sempre. Poi siamo tornati alla stazione. Ci siamo seduti su una panchina bagnata dal sole. Abbiamo parlato di soap opera e di cose del genere e poi si è aperta la porta del treno. Io ho detto Come la riconosciamo? Viola ha detto Dovrebbe avere le calze arancioni e la sciarpa viola e i capelli ricci. Proprio in quel momento, dal vagone che avevamo davanti, è apparsa una ragazza con le calze arancioni e la sciarpa viola, ma con i capelli lisci. Io ho detto Mi sa che è lei. Viola ha detto No, non ha i capelli ricci! La ragazza con i capelli lisci ha sorriso, io ho sorriso, Viola ha detto Ma io pensavo che avevi i capelli ricci! Pat ha detto Ieri avevo una riunione importante.
Siamo tornati a casa. Abbiamo mangiato le orecchiette con i broccoli innaffiate con il Corvo bianco. Poi siamo usciti e abbiamo visto alcune vie, alcune strade, la gente che faceva le vasche, i gggiovani della ridente cittadina, poi ho ricevuto una telefonata. Ho detto Pronto? Una voce di donna ha detto Ciao sei Tieffemme? Io ho detto sì chi sei? Lei ha detto il suo nome. Ho pensato alle altre sei ragazze che conosco nella mia vita che si chiamano con quel nome lì, ma non aspettavo nessuna di loro in quel momento lì. Ho detto Chi? Lei ha detto Preferisci che ti dica il mio nick? Allora ho riconosciuto il congiuntivo e ho riso dicendo Ah proprio così senza preavviso? Lei ha riso, ha detto Purtroppo non posso Virghvenire. Ho detto Che peccato. Lei ha detto Dai, poi venite tutti a Madrid. Ma non ho capito bene a chi si stesse riferendo visto che la linea andava e veniva. Ho chiuso il telefono. Ho sorriso a Viola e Pat che in coro hanno detto Sei sempre il solito provolone. Poi abbiamo parlato di soap opera e cose del genere, di libri e cose del genere, siamo tornati a casa, e abbiamo parlato di soap e cose del genere, di libri e cose del genere, ci siamo scambiati i regali che pareva Natale, abbiamo parlato di blog e cose del genere, abbiamo parlato di Paco e di Cape e di Nuria, e di Mikabxl,e di di Stiui e di Jou e di blogger che scrivono poco e di blogger che scrivono molto e di pazzi e di pazze e di pazzi e pazze e abbiamo riso e abbiamo detto Madò. Poi Viola ha cominciato a preparare per la cena. Si è messa ad impastare la pasta fresca per il salato e la pasta fresca per il dolce. Poi hanno suonato alla porta. Viola, con le mani impastate, mi ha detto Vai ad aprire tu che io ho le mani impastate? Io ho detto Ok. Sono andato ad aprire. C'era una ragazza alta alta. Ho detto Ciao! Tu devi essere Isla! Lei ha sorriso. Ho detto Finalmente ci conosciamo dal vivo! Lei ha abbozzato un altro sorriso, in particolare sulla parola 'finalmente'. Ho detto Come stai? Che poi, ti volevo dire da un sacco di tempo, sai che la mia coinquilina conosce Pacomino? Tu come lo conosci? Isla mi ha guardato, ha abbracciato Viola, ha salutato Pat, mi ha guardato un'altra volta e ha detto Io ancora non ho capito chi sei.
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- who: TuttoFaMedia | when: 17:25 | what: tfm sul serial - season 1 2 3
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