TFM sul serial 2x!: La prossima volta che incontro amici blogger mi sa che ripasso i post, specialmente i miei!
Previously on Ti-Ef-Em: Ehm, io mi sarei stufato di tutta questa virtualità. Che, la facciamo finita? Viola: Casa mia, casa mia! Pat, Mas, Essepì: Noi veniamo con il treno. TFM: anche io, torcicollo permettendo. Avvertenza: episodio xxl da un'ora, e mi sono tenuto!
Isla si è tolta il giubbottino, si è tolta la sciarpa. Ha posato un paio di teglie con non so che sul tavolo. Ha detto Ma che bella casa, è proprio la tua casa, Viola! Viola ha sorriso, mentre impastava e impastava. Isla ha parlato un altro po', poi si è fermata, mi ha guardato fisso e ha detto Ah, ora ho capito chi sei! Sei quello che scrive i post su Caterina e le sue figlie! Ho abbozzato un sorriso, ho detto Già. Poi Isla ha detto Ma che bella finestra! Ma se la apro posso fumare? La Pat ha detto Uh che bello, si fuma! Viola ha detto Madò, sentitevi come a casa vostra, io continuo ad impastare! Io le ho guardate, mi sono sentito un po' escluso. Ho pensato Ecco la vera festa delle medie, quando gli altri vanno a fumare di nascosto, e tu che non fumi rimani lì come un citrullo. Poi mi sono ricordato che ormai sono al liceo e ho detto Chi apre una bottiglia di rosso?
Poi hanno suonato al citofono. Viola ha detto Madò finalmente! Isla tu nasconditi che devi fare una sorpresa! La Isla si è nascosta in cucina, ma prima ha dovuto abbassare la testa, perché la porta è alta quasi quanto il suo metro e novantasette. Viola è andata ad aprire la porta del palazzo. Isla nascosta nel buio ha detto Mi raccomando ad un certo punto chiamatemi che io esco! Anzi scegliamo una parola d'ordine, facciamo... gatto! Quando dite gatto io esco, ok? Io ho detto Ok. Poi ho pensato Non dire mai gatto finché non ce l'hai.
Poi sono entrati Mas ed Essepì. Non li avrei mai riconosciuti. Specialmente Essepì, che non vedevo da ben sette giorni, un panpapato e una nomentana. Ci siamo abbracciati e salutati come vecchi amici di bagordi e traversate di mare. Mas mi ha guardato, ha sorriso, ha detto Tieffè! Io l'ho guardato, ho sorriso, ho detto Mas! Ho pensato Chissà che si prova ad avere il nome quasi uguale al nick! Poi in quell'attimo di risucchio spazio-temporale quando i saluti finiscono e non si sa mai che fare, specie se quando è la prima volta che ti vedi, mi sono ricordato che dovevo fare qualcosa. Ma cosa? Ah sì. Ho detto Gatto. Ma niente. Allora ho urlato Gatto! Essepì mi ha guardato come se fosse la cosa più normale del mondo che io urlassi Gatto! in quel momento lì. E così, un momento là, ecco Isla zompare dalla cucina urlando Sorpresa! Di fronte a cotanta grazia e cotanti riccioli ho pensato Certo che la Isla assomiglia proprio a Jennifer Beals, appena siamo un po' in confidenza glielo devo dire. Poi lei ed Essepì hanno preso a saltellare e a ridere e a dire Quanto tempo! Io mi son sentito un po' in imbarazzo. Non so mai che fare quando due amiche di vecchia data si incontrano dopo tanto tempo. Poi ho pensato Eccoci qua, finalmente, dopo tanto tempo. Ma chi cazzo sono tutti questi? Poi ho pensato Peccato per la colonia torinese assente! Poi ho detto Chi vuole un po' di rosso? Anzi chi lo apre?
Crostini stracchino e salsiccia, vino, bicchieri per terra, divano, sedie in più e sedie in meno, blogbabel, noi, i blog, la sfoglia tutta cipolle, madò, l'umbria, l'umbria jazz, sw4n, johnny durelli, trentamarlboro, fulvialeopardi, greenwich, ninna -madò quella ninna!-, i link e lo scambio link, la sfoglia tutta broccoli, vino rosso, noi, i blog, i blog delle mamme, mammaepoi che manda amicizie a tutti ma tutti non la reggono -io non la reggo-, ma poi a che serve essere amici su splinder?, twitter, anobii, le blogstar, daveblog, wittgenstein, la politica, il fallimento del bipolarismo, ancora capemaster, isla che dice che cape è un personaggio, ancora velenero, pat che dice che ha conosciuto tfm tramite velenero, coinquilinati che è ancora in vacanza e chissà, le case, viola che dice che ancora un po' e poi, bologna, mas che riceve messaggi dal capo, la sfoglia, il vino, l'altra sfoglia, altro vino. E i crostini con lo stracchino.
Poi ho guardato l'ora del cellulare. Erano le cinque del mattino. Ad uno ad uno siamo andati in bagno a cambiarci. Ho pensato Siamo un gruppo di persone pudiche, non ho visto nessuno ancora grattarsi il culo, e non è possibile che a nessuno in dieci ore sia ancora venuto lo stimolo di grattarsi il culo. Ho pensato Siamo amici ancora timidi. Poi ci siamo messi a letto. Essepì, Isla e Pat nello stesso letto -...- Essepì ha detto Io posso dormire anche sospesa nel vuoto. Io ho dormito su un altro letto. Mas sul divano. E Viola, santa Viola, su, di, a, da, in, con, per, tra, fra, il sacco a pelo. Alla fine io ero il più comodo. Non lo blog-scorderò mai. Si sono spente le luci. Era già alba. Io non avevo sonno. E neanche gli altri. Ogni tanto usciva qualche parola. La Isla ha detto che porta 41 di piede. Non so perché mi è venuto in mente quel mio post in cui parlavo delle Crocs. Ma non me lo ricordavo benissimo. Ho detto, lì, alle 5 e rotti del mattino, Lo sapete che nei buchetti delle Crocs potete metterci anche le bandierine? Isla ha detto Quali bandierine? Io ho detto Hai presente quelle dei cocktail? Lei ha detto Nohh! Mas dal salotto ha detto Ma no, non quelle dei cocktail, sono delle bandierine tipo bottoncino. Io ho detto Appunto! E io che ho detto? Isla ha detto Quindi sono o non sono come quelle dei cocktail? Io ho pensato Ma perchè mi sono infilato in questo discorso?
Poi dopo qualche minuto ho aperto gli occhi. Erano le 9 e mezza. Mas e Viola stavano trafficando davanti alla finestra. Ho pensato Chissà perché stanno trafficando davanti alla finestra. Poi tutti ci siamo seduti davanti alla tavola ancora apparecchiata. Abbiamo preso un caffè. E un altro. E un altro ancora. Essepì ha acceso la radio e l'ha sintonizzata su Radio Delta. Ma non si prendeva molto bene. Così lei si è messa a fare l'antenna. Poi ho detto a Isla Sai che assomigli a Jennifer Beals? Lei ha riso, ha detto Sai che me lo ha anche detto il Capemaster? Io ho detto Lo sapevo che quel ragazzaccio ne sapeva. Poi ho detto a Viola E invece sai che tu assomigli a Carmen Consoli specialmente qui, negli occhi? Viola non ha riso, mi ha guardato storto ma con affetto e se ne è andata in bagno. Poi abbiamo fatto le foto, abbiamo poltrito, abbiamo parlato di libri e di film. Pat ha detto che almeno una volta l'anno deve leggere cent'anni di solitudine. Qualcuno -qualcuna- ha detto che Casablanca è un brutto film. Io mi sono alzato in piedi e ho pensato Non posso stare nella stessa stanza con chi malpensa di Casablanca! Poi però la radio casualmente ha messo la canzone di Flashdance e questa qualcuna si è messa a ballare come Jennifer Beals, e così l'ho perdonata.
Poi abbiamo detto Usciamo? Ma qualcuno ha detto Mangiamo? E così abbiamo mangiato. Ma poi siamo usciti. Erano le quattro e mezza. Abbiamo fatto un po' di giri per Perugia. Abbiamo chiesto ad una giapponese di farci una foto tutti assieme. E poi abbiamo accompagnato Isla a prendere l'autobus a Piazza Italia. Ci siamo salutati, in mezzo alle orde di ragazzini e ragazzine sfaccendati della domenica pomeriggio. Siamo rimasti a guardarla finché le bussole del bus non si sono chiuse. Abbiamo camminato ancora. Un gruppo di turisti mi ha fermato e mi ha chiesto qualcosa che contemplava le parole Piazza e Italia, io ho detto Sì, con grande sicumera, e poi ho detto Avete visto che sul mio blog quando dico che tutti mi fermano per chiedere informazioni io non mento?
Poi Viola ci ha accompagnato fino alla porta del palazzo, ha detto Ragazzi, non vi accompagno alla stazione, è meglio di no. Abbiamo detto Ma scherzi? Ci siamo salutati e abbracciati, grazie. Io ho detto -o ho pensato? o l'ho detto il giorno dopo?- Non mi son sentito nemmeno un istante un ospite. Poi abbiamo preso l'autobus. Io, Mas, Pat ed Essepì. Alle nostre spalle un gruppo di ragazzine ascoltava a volume alto la radio. Le ragazzine si dimenavano. Una, in particolare, sembrava Alessia Gioffi del Non è la Rai che fu. Quando è partita Apologize di Timbaland -sempre sul bus che saliva e scendeva nelle curve- la ragazzina riposseduta ha preso a cantare a squarciagola e a ballare tipo degli stacchetti. Ho guardato i miei amici e ho detto Certo che il tragitto di questo autobus fa proprio venire da vomitare!
Ho fatto ciaociao con la mano a Pat, Essepì e Mas che scomparivano dentro allo stesso treno. Il binario si è svuotato, mi sono seduto sulla panchina. Ho pensato E ora? Sono andato al bagno della stazione. C'era una signora delle pulizie che puliva. Mi ha detto Giovanotto fai in fretta che devo passare il tubo e lo straccio. Ho detto Ok. Sono entrato nel bagno, un bagno alla turca. Ho provato a fare pipì. Ma non ci sono riuscito, al pensiero della signora che mi aspettava fuori con lo straccio e lo scopettone. Sono uscito tirandomi la cerniera dei jeans. Ho detto Grazie. Ho pensato Ecco la differenza tra una cittadina e una metropoli.
Sul treno accanto a me c'era un tipo con le cuffiette a volume altissimo. Ascoltava la partita ed esultava ad ogni gol della Juventus. Poi di fronte a me si è seduto un ragazzo sui trenta. Era vestito molto elegante, pantalone chiaro e cappotto. Dopo un po' ha tirato fuori un barattolo di melanzane sottolio e ha preso a mangiarsele così, con le mani e con un pezzo di pane. Poi si è pulito le mani unte su un fazzoletto e ha acceso il computer portatile e si è messo a trafficare. Dal riflesso del vetro ho visto che stava guardando delle foto. Foto di donne nude. Poi sono arrivato alla stazione Tiburtina. Faceva freddo. Sono uscito dalla metro. Nel piazzale antistante c'era un ragazzo alto alto con le mani in tasca. Gli sono passato a pochi metri. L'ho superato. Ho indossato il cappellino di lana. Ho sentito una voce femminile alle mie spalle. Il ragazzo alto alto ha detto Sei stanca? Vuoi che ti porti la valigia? La voce femminile ha detto No, non ce n'è bisogno. E si sono baciati. Credo, perché dopo non ho sentito più nulla.
Isla si è tolta il giubbottino, si è tolta la sciarpa. Ha posato un paio di teglie con non so che sul tavolo. Ha detto Ma che bella casa, è proprio la tua casa, Viola! Viola ha sorriso, mentre impastava e impastava. Isla ha parlato un altro po', poi si è fermata, mi ha guardato fisso e ha detto Ah, ora ho capito chi sei! Sei quello che scrive i post su Caterina e le sue figlie! Ho abbozzato un sorriso, ho detto Già. Poi Isla ha detto Ma che bella finestra! Ma se la apro posso fumare? La Pat ha detto Uh che bello, si fuma! Viola ha detto Madò, sentitevi come a casa vostra, io continuo ad impastare! Io le ho guardate, mi sono sentito un po' escluso. Ho pensato Ecco la vera festa delle medie, quando gli altri vanno a fumare di nascosto, e tu che non fumi rimani lì come un citrullo. Poi mi sono ricordato che ormai sono al liceo e ho detto Chi apre una bottiglia di rosso?
Poi hanno suonato al citofono. Viola ha detto Madò finalmente! Isla tu nasconditi che devi fare una sorpresa! La Isla si è nascosta in cucina, ma prima ha dovuto abbassare la testa, perché la porta è alta quasi quanto il suo metro e novantasette. Viola è andata ad aprire la porta del palazzo. Isla nascosta nel buio ha detto Mi raccomando ad un certo punto chiamatemi che io esco! Anzi scegliamo una parola d'ordine, facciamo... gatto! Quando dite gatto io esco, ok? Io ho detto Ok. Poi ho pensato Non dire mai gatto finché non ce l'hai.
Poi sono entrati Mas ed Essepì. Non li avrei mai riconosciuti. Specialmente Essepì, che non vedevo da ben sette giorni, un panpapato e una nomentana. Ci siamo abbracciati e salutati come vecchi amici di bagordi e traversate di mare. Mas mi ha guardato, ha sorriso, ha detto Tieffè! Io l'ho guardato, ho sorriso, ho detto Mas! Ho pensato Chissà che si prova ad avere il nome quasi uguale al nick! Poi in quell'attimo di risucchio spazio-temporale quando i saluti finiscono e non si sa mai che fare, specie se quando è la prima volta che ti vedi, mi sono ricordato che dovevo fare qualcosa. Ma cosa? Ah sì. Ho detto Gatto. Ma niente. Allora ho urlato Gatto! Essepì mi ha guardato come se fosse la cosa più normale del mondo che io urlassi Gatto! in quel momento lì. E così, un momento là, ecco Isla zompare dalla cucina urlando Sorpresa! Di fronte a cotanta grazia e cotanti riccioli ho pensato Certo che la Isla assomiglia proprio a Jennifer Beals, appena siamo un po' in confidenza glielo devo dire. Poi lei ed Essepì hanno preso a saltellare e a ridere e a dire Quanto tempo! Io mi son sentito un po' in imbarazzo. Non so mai che fare quando due amiche di vecchia data si incontrano dopo tanto tempo. Poi ho pensato Eccoci qua, finalmente, dopo tanto tempo. Ma chi cazzo sono tutti questi? Poi ho pensato Peccato per la colonia torinese assente! Poi ho detto Chi vuole un po' di rosso? Anzi chi lo apre?
Crostini stracchino e salsiccia, vino, bicchieri per terra, divano, sedie in più e sedie in meno, blogbabel, noi, i blog, la sfoglia tutta cipolle, madò, l'umbria, l'umbria jazz, sw4n, johnny durelli, trentamarlboro, fulvialeopardi, greenwich, ninna -madò quella ninna!-, i link e lo scambio link, la sfoglia tutta broccoli, vino rosso, noi, i blog, i blog delle mamme, mammaepoi che manda amicizie a tutti ma tutti non la reggono -io non la reggo-, ma poi a che serve essere amici su splinder?, twitter, anobii, le blogstar, daveblog, wittgenstein, la politica, il fallimento del bipolarismo, ancora capemaster, isla che dice che cape è un personaggio, ancora velenero, pat che dice che ha conosciuto tfm tramite velenero, coinquilinati che è ancora in vacanza e chissà, le case, viola che dice che ancora un po' e poi, bologna, mas che riceve messaggi dal capo, la sfoglia, il vino, l'altra sfoglia, altro vino. E i crostini con lo stracchino.
Poi ho guardato l'ora del cellulare. Erano le cinque del mattino. Ad uno ad uno siamo andati in bagno a cambiarci. Ho pensato Siamo un gruppo di persone pudiche, non ho visto nessuno ancora grattarsi il culo, e non è possibile che a nessuno in dieci ore sia ancora venuto lo stimolo di grattarsi il culo. Ho pensato Siamo amici ancora timidi. Poi ci siamo messi a letto. Essepì, Isla e Pat nello stesso letto -...- Essepì ha detto Io posso dormire anche sospesa nel vuoto. Io ho dormito su un altro letto. Mas sul divano. E Viola, santa Viola, su, di, a, da, in, con, per, tra, fra, il sacco a pelo. Alla fine io ero il più comodo. Non lo blog-scorderò mai. Si sono spente le luci. Era già alba. Io non avevo sonno. E neanche gli altri. Ogni tanto usciva qualche parola. La Isla ha detto che porta 41 di piede. Non so perché mi è venuto in mente quel mio post in cui parlavo delle Crocs. Ma non me lo ricordavo benissimo. Ho detto, lì, alle 5 e rotti del mattino, Lo sapete che nei buchetti delle Crocs potete metterci anche le bandierine? Isla ha detto Quali bandierine? Io ho detto Hai presente quelle dei cocktail? Lei ha detto Nohh! Mas dal salotto ha detto Ma no, non quelle dei cocktail, sono delle bandierine tipo bottoncino. Io ho detto Appunto! E io che ho detto? Isla ha detto Quindi sono o non sono come quelle dei cocktail? Io ho pensato Ma perchè mi sono infilato in questo discorso?
Poi dopo qualche minuto ho aperto gli occhi. Erano le 9 e mezza. Mas e Viola stavano trafficando davanti alla finestra. Ho pensato Chissà perché stanno trafficando davanti alla finestra. Poi tutti ci siamo seduti davanti alla tavola ancora apparecchiata. Abbiamo preso un caffè. E un altro. E un altro ancora. Essepì ha acceso la radio e l'ha sintonizzata su Radio Delta. Ma non si prendeva molto bene. Così lei si è messa a fare l'antenna. Poi ho detto a Isla Sai che assomigli a Jennifer Beals? Lei ha riso, ha detto Sai che me lo ha anche detto il Capemaster? Io ho detto Lo sapevo che quel ragazzaccio ne sapeva. Poi ho detto a Viola E invece sai che tu assomigli a Carmen Consoli specialmente qui, negli occhi? Viola non ha riso, mi ha guardato storto ma con affetto e se ne è andata in bagno. Poi abbiamo fatto le foto, abbiamo poltrito, abbiamo parlato di libri e di film. Pat ha detto che almeno una volta l'anno deve leggere cent'anni di solitudine. Qualcuno -qualcuna- ha detto che Casablanca è un brutto film. Io mi sono alzato in piedi e ho pensato Non posso stare nella stessa stanza con chi malpensa di Casablanca! Poi però la radio casualmente ha messo la canzone di Flashdance e questa qualcuna si è messa a ballare come Jennifer Beals, e così l'ho perdonata.
Poi abbiamo detto Usciamo? Ma qualcuno ha detto Mangiamo? E così abbiamo mangiato. Ma poi siamo usciti. Erano le quattro e mezza. Abbiamo fatto un po' di giri per Perugia. Abbiamo chiesto ad una giapponese di farci una foto tutti assieme. E poi abbiamo accompagnato Isla a prendere l'autobus a Piazza Italia. Ci siamo salutati, in mezzo alle orde di ragazzini e ragazzine sfaccendati della domenica pomeriggio. Siamo rimasti a guardarla finché le bussole del bus non si sono chiuse. Abbiamo camminato ancora. Un gruppo di turisti mi ha fermato e mi ha chiesto qualcosa che contemplava le parole Piazza e Italia, io ho detto Sì, con grande sicumera, e poi ho detto Avete visto che sul mio blog quando dico che tutti mi fermano per chiedere informazioni io non mento?
Poi Viola ci ha accompagnato fino alla porta del palazzo, ha detto Ragazzi, non vi accompagno alla stazione, è meglio di no. Abbiamo detto Ma scherzi? Ci siamo salutati e abbracciati, grazie. Io ho detto -o ho pensato? o l'ho detto il giorno dopo?- Non mi son sentito nemmeno un istante un ospite. Poi abbiamo preso l'autobus. Io, Mas, Pat ed Essepì. Alle nostre spalle un gruppo di ragazzine ascoltava a volume alto la radio. Le ragazzine si dimenavano. Una, in particolare, sembrava Alessia Gioffi del Non è la Rai che fu. Quando è partita Apologize di Timbaland -sempre sul bus che saliva e scendeva nelle curve- la ragazzina riposseduta ha preso a cantare a squarciagola e a ballare tipo degli stacchetti. Ho guardato i miei amici e ho detto Certo che il tragitto di questo autobus fa proprio venire da vomitare!
Ho fatto ciaociao con la mano a Pat, Essepì e Mas che scomparivano dentro allo stesso treno. Il binario si è svuotato, mi sono seduto sulla panchina. Ho pensato E ora? Sono andato al bagno della stazione. C'era una signora delle pulizie che puliva. Mi ha detto Giovanotto fai in fretta che devo passare il tubo e lo straccio. Ho detto Ok. Sono entrato nel bagno, un bagno alla turca. Ho provato a fare pipì. Ma non ci sono riuscito, al pensiero della signora che mi aspettava fuori con lo straccio e lo scopettone. Sono uscito tirandomi la cerniera dei jeans. Ho detto Grazie. Ho pensato Ecco la differenza tra una cittadina e una metropoli.
Sul treno accanto a me c'era un tipo con le cuffiette a volume altissimo. Ascoltava la partita ed esultava ad ogni gol della Juventus. Poi di fronte a me si è seduto un ragazzo sui trenta. Era vestito molto elegante, pantalone chiaro e cappotto. Dopo un po' ha tirato fuori un barattolo di melanzane sottolio e ha preso a mangiarsele così, con le mani e con un pezzo di pane. Poi si è pulito le mani unte su un fazzoletto e ha acceso il computer portatile e si è messo a trafficare. Dal riflesso del vetro ho visto che stava guardando delle foto. Foto di donne nude. Poi sono arrivato alla stazione Tiburtina. Faceva freddo. Sono uscito dalla metro. Nel piazzale antistante c'era un ragazzo alto alto con le mani in tasca. Gli sono passato a pochi metri. L'ho superato. Ho indossato il cappellino di lana. Ho sentito una voce femminile alle mie spalle. Il ragazzo alto alto ha detto Sei stanca? Vuoi che ti porti la valigia? La voce femminile ha detto No, non ce n'è bisogno. E si sono baciati. Credo, perché dopo non ho sentito più nulla.
- who: TuttoFaMedia | when: 15:06 | what: storie di noi brava gente, tfm sul serial - season 1 2 3
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